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Asana posturali e rilassamento muscolare. Elettromiografia

Aggiornamento: 19 dic 2025


Lo studio “Muscle activity in some asanas” “attività muscolare in alcune asanas” ha utilizzato l’elettromiografia (EMG) per verificare il grado di rilassamento muscolare presente durante la pratica di alcune posture (chiamate in sanscrito “asanas”) eseguite da insegnanti di educazione fisica.

I dati sono stati rilevati prima e dopo un corso di formazione di 12 giorni per apprendere come praticare secondo le linee guida dello Yoga Esperienziale, attraverso l’abbandono dello sforzo.


[Se le asanas, o posture yoga, vengono praticate in modo esperienziale e nell’abbandono dello sforzo, si può osservare una significativa riduzione dell’attività muscolare, segno del rilassamento del muscolo, mentre in caso contrario l’attività muscolare aumenta.

La pratica delle posture senza sforzo è infatti una condizione essenziale se si vuole raggiungere un un certo grado di rilassamento muscolare (Oak, J.P., & Bhole, M.V. Yoga Mimamasa 1987). In alcuni studi viene più volte sottolineato come questo atteggiamento possa modificare il livello di rilassamento muscolare rendendo così possibile il calo del tono muscolare e la manipolazione della postura (Karambelkar, P.V. et al. 1969; Gore, M.M. and Bhole, M.V. , Yoga Mimamasa, 1982).


Lo studio venne condotto su 17 soggetti, 14 uomini e 3 donne, studenti da un mese presso il ‘summer camp course’. Tutti erano insegnanti di educazione fisica ed eseguirono le asana come una parte della loro formazione nel corso.

Alcuni di essi praticavano asanas da alcuni anni e la loro pratica era proseguita fino al momento in cui erano giunti al campus. Ai soggetti venne chiesto di praticare le asanas secondo la loro abitudine per 10-12 giorni. Dopo questo periodo venne fatto il primo test su due asanas selezionate: paschimottana, postura di allungamento posteriore, e ardha-matsyendrasana, postura di torsione vertebrale eseguita girandosi sia a destra che a sinistra. Due superfici di elettrodi vennero applicate a distanza di 5 cm dai seguenti muscoli del lato sinistro del corpo:

il lunghissimo del dorso; il grande gluteo; il bicipite femorale; il gastrocnemio. (Fig.A) La registrazione dell’attività elettrica nei muscoli attraverso l’elettromiografia venne eseguita durante la pratica delle due asanas selezionate.


Dopo questo primo test, i soggetti seguirono un Training di 12 giorni dove vennero istruiti ed educati a raggiungere e mantenere la postura finale con il minor sforzo possibile.

Al termine del training vennero di nuovo registrate le elettromiografie delle due posture con le stesse modalità delle precedenti.



COME LEGGERE I GRAFICI


Nelle figure dalla 1 alla 5 sono stati riprodotti i grafici delle elettromiografie di cinque soggetti registrate durante il periodo di mantenimento di una delle asanas, sia prima che dopo il training finalizzato all’esecuzione rilassata.


In ciascuna figura proposta compaiono due registrazioni: il grafico nella parte alta (grafico I) riguarda il periodo pre-training, mentre il grafico sottostante (grafico II) il periodo post-training.


Per il pubblico che non conosce come leggere una elettromiografia, è possibile osservare come in ciascun grafico vi sono 4 linee, 2 sopra e 2 sotto il disegno della posizione, ciascuna delle quali rappresenta la risposta elettrica del rispettivo muscolo a cui è associato il rilevatore. I picchi verticali verso l’alto e il basso di ciascuna linea indicano quanto il muscolo è in tensione, viceversa la linea con picchi contenuti indica minor tensione o maggior rilassamento.


Prima del training

Dopo il training

(Fig. 1  MPR)

ANALISI DEI RISULTATI


Il miglioramento nel rilassamento muscolare venne valutato durante l’esecuzione dell’asana comparando i potenziali del muscolo captati dai rispettivi muscoli prima e dopo il periodo di apprendimento dell’esecuzione rilassata. La differenza tra i due dati diede la misura della riduzione o dell’aumento della tensione muscolare, e quindi del livello di rilassamento nel muscolo.


L’attività del cuore che si evidenzia sotto forma di linee verticali ad intervalli regolari nelle elettromiografie dei muscoli del dorso e del gluteo (Fig. 1, Grafico II; Figura 2 ed altre) non venne presa in considerazione perchè non descriveva la tensione sui rispettivi muscoli ma era semplicemente una sovrapposizione dell’attività cardiaca.


In ardha-matsyendrasana eseguita con torsione in entrambi i lati, il miglioramento nel rilassamento fu abbastanza significativo nel muscolo del polpaccio. Anche i muscoli della coscia e della schiena manifestarono un andamento simile, ma il miglioramento non fu statisticamente significativo per la stessa ragione portata nel caso dei muscoli dorsali in paschimottana.


In paschimottana l’aumento nel rilassamento fu marcatamente significativo nel gluteo, nella coscia e nel polpaccio. Nei muscoli del dorso, benché la differenza non fosse significativa, la tendenza era comunque verso il lato del miglioramento. In questa asana i muscoli del dorso non vengono particolarmente messi in allungamento e questo lo si evince anche dal primo grafico, nel quale i muscoli dorsali non mostrano una grande tensione.


Prima del training

Dopo il training

(Fig. 2  LRJ)


Si potrebbe pensare che l’aumento del rilassamento osservato nella seconda registrazione dei dati fosse dovuto non alla pratica del momento, ma all’effetto di una pratica eseguita per lungo tempo, poichè i primi dati vennero registrati 10-12 giorni dopo che l’esperimento era iniziato, e i secondi dati dopo 24-30 giorni. Questa argomentazione però non è molto logica, poiché i soggetti avevano già praticato asana per un certo numero di mesi prima di iniziare il corso.

I soggetti MPR e LRJ (Fig. 1 e 2) in effetti avevano praticato e insegnato quelle stesse asanas rispettivamente per più di 9 e 5 anni, e nonostante questo, i loro muscoli presentavano nei grafici iniziali una tensione molto evidente.




I soggetti MSB e SPK erano giovani studenti di Educazione Fisica che avevano già praticato quelle stesse asanas e

avevano partecipato a sports e attività ginniche di vario tipo poco prima di arrivare al campus. Nel loro caso, ci si aspettava che i muscoli utilizzati in tali attività, fossero abbastanza allenati a lavorare in modo economico tali da mostrare una tensione minima o addirittura inesistente al momento dell’esecuzione dell’asana. I loro corpi erano flessibili e poterono eseguire l’asana apparentemente bene, ma ciò nonostante, i loro grafici iniziali (Fig. 3 e 4) evidenziarono una marcata tensione in vari muscoli che calò poi notevolmente nell’ultimo grafico.


(Fig. 3 MSB)


(Fig. 4 SPK)


Il soggetto RAS, un direttore della scuola di educazione fisica, conduceva una vita prevalentemente sedentaria, ed

aveva un addome molto voluminoso. Persino dopo 12 giorni di pratica, al momento del primo grafico, il soggetto non poteva neppure approssimativamente raggiungere

il primo stadio dell’asana. Al momento del secondo grafico, dopo la seconda pratica di 15 giorni potè appena raggiungere lo stadio finale dell’asana in modo abbastanza corretto. In effetti, nonostante avesse iniziato a praticare asanas da poco tempo, nel momento in cui la eseguì in modo rilassato, la tensione si ridusse marcatamente, benché la posizione del secondo grafico fosse più complessa di quella del primo grafico.

Questo indica chiaramente che il miglioramento nel rilassamento (Fig. 5, Grafico 1 e 2) non è dovuto dall’effetto di una lunga pratica, quanto piuttosto dal praticare ricercando consapevolmente il rilassamento.

(Fig. 4 SPK)

IL TEMPO DI MANTENIMENTO DELLE POSTURE


Un altro aspetto emerso dallo studio riguardava il tempo di mantenimento dell’asana, che migliorò in tutti i soggetti, facendo registrare un aumento dal primo al secondo grafico dal 10% al 50%.


CONCLUSIONI E RIFLESSIONI


Da un punto di vista fisiologico se le posture vengono praticate correttamente, durante la loro esecuzione è possibile registrare una significativa riduzione dell’attività muscolare che rimane più in una condizione tonica che in una condizione di tensione.


Secondo Patanjali, asana è una postura stabile e confortevole, e l’abbandono dello sforzo è una condizione essenziale dell’asana (Yoga Sutras, II: 47). A volte le asanas vengono insegnate e praticate trascurando completamente questo tipo di indicazioni,  credendo che esse riguardino solo le posture meditative, ma anche l’Hatha Yoga, che ha introdotto un certo numero di asanas difficili e complesse, mette in evidenza come la stabilità sia una caratteristica possibile dell’asana. 


Quando c’è mancanza di comodità o tensione, l’attività elettrica muscolare risulta maggiore. Pertanto in una asana che sia realmente yogica, i muscoli dovrebbero essere rilassati durante il mantenimento della posizione, così da favorire la distensione delle tensioni muscolari ed il raggiungimento di una condizione di stabilità.


BIBLIOGRAFIA


  • Karambelkar, P.V., Bhole, M.V., Gharote, M.L. “Muscle activity in some asanas” Yoga Mimamsa. XXII: No. 1; pp. 1-13; 1969.

  • Bhole, M.V. “Some Physiological considerations about asanas” Yoga Mimamsa Vol. XV: 4; 13-30; 1973

  • Bhole, M.V. “Some Neuro-Physiological correlates of yogasana” Vol. XIX:1; 53-61; 1977.


(Articoli citati tratti da Yoga Mimamsa, traduzione ed elaborazione a cura di G. Goldoni)

 
 
 

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