Asana posturali ed esercizio ginnico: effetti sulla frequenza cardiaca
- Giuseppe Goldoni
- 5 dic 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 19 dic 2025
Nello studio preliminare “Influenza di Paschimottana e di esercizi simili sulla frequenza del polso (1982) è stata studiata l’influenza della postura “pascimottana” sul ritmo cardiaco, confrontandola con l’influenza di esercizi apparente simili. La Frequenza Cardiaca (FC) venne REGISTRATA PRIMA E DOPO LE PRATICHE.
Benché la posizione finale assunta dalle tre condizioni fosse praticamente uguale, la frequenza del polso manifestò una notevole variazione dovuta ai diversi tipi di attività muscolare legati a ciascuna di esse.
Lo studio preliminare sottolinea come la postura yoga, o asana, si differisce dagli esercizi ginnici di tipo isometrico ed isotonico, oltre che per il meccanismo muscolare attivato, anche per l’influenza esercitata sulla frequenza del polso, che risulta avere un incremento minimo e non significativo rispetto altre altre due condizioni.
RACCOLTA DEI DATI
Lo studio fu condotto su 20 uomini studenti al corso insegnanti di yoga sottoposti ad un insegnamento di yoga per quattro settimane. La maggior parte di loro venivano dall’educazione fisica.

Dopo 10 giorni di insegnamento delle posture, gli studenti iniziarono gli esperimenti. Venne misurata la frequenza cardiaca presa al polso prima e immediatamente dopo le tre particolari situazioni proposte, con un tempo di riposo sufficiente tra l’una e l’altra.
Nella condizione di riposo il soggetto rimaneva in posizione seduta con le mani di fianco al corpo per circa cinque minuti, poi veniva rilevata la frequenza del polso. La condizione di riposo venne assunta prima di ciascuna delle tre situazioni di attività muscolare.

Situazione I: esercizio di tipo Isometrico mantenuto per 15 secondi. Piegarsi in avanti, prendere le dita dei piedi con quelle delle mani e tirare in modo da avvicinare il più possibile la testa
alle ginocchia.

Situazione II: esercizio di tipo Isotonico. Sollevarsi a sedere da sdraiati, piegarsi in avanti, tornare seduti e risdraiarsi; il tutto eseguito continuamente per 15 secondi.

Situazione III: postura yoga. Da seduti a gambe distese, lasciar abbandonare il tronco in avanti in modo da lasciarlo scendere grazie alla libera azione della forza di gravità.
Le rilevazioni vennero prese su ciascun soggetto in giorni diversi e a stomaco vuoto. Venne concesso sufficiente riposo tra una esecuzione e l’altra in modo da lasciar ritornare la frequenza del polso alle condizioni iniziali registrate durante la posizione di riposo. Venne redatta una tabella riportando i valori medi delle diverse condizioni, ed i loro confronti in modo da avere dei paragoni statisticamente significativi.
OSSERVAZIONI
Si notò che nella condizione di riposo iniziale la frequenza del polso era nei limiti normali, e come ci si aspettava, aumentò dopo ciascuna delle tre attività fisiche.
Situazione I: esercizio Isometrico : un incremento significativo ma moderato di + 9%
Situazione II: esercizio Isotonico: ci fu un notevole e massimo aumento di +16%
Situazione III: postura yoga: un incremento minimo e non significativo di + 4%
Benché la posizione finale assunta dalle tre condizioni fosse praticamente uguale, la frequenza del polso manifestò una notevole variazione dovuta ai diversi tipi di attività muscolare legati ad essa.
NOTE
L’attività con sforzo crea un aumento della tensione muscolare favorendo un immediato aumento di sensazioni provenienti dal corpo.
Nelle posture yoga o asanas proposte dallo Yoga Esperienziale le tensioni nei muscoli vengono invece rilasciate attraverso l’abbandono di quello sforzo mentale che mira al raggiungimento del massimo risultato. Molto spesso inconsapevolmente, le persone trasformano le asanas in pratiche di tipo isometrico per ricevere la sensazione e l’esperienza di un esercizio, o per lo stesso motivo, le ripetono un certo numero di volte attivando un meccanismo muscolare che nulla ha a che fare con le posture yoga.
Questo studio suggerisce l’utilità dell’impiego delle asanas in quei settori della riabilitazione e della correzione posturale nei quali, senza creare carico sul cuore, si vuole influenzare il tono e la postura.
“Frequenza cardiaca durante Pashimottana e durante esercizi isometrici ed isotonici simili - un confronto” (1982)
In questo secondo studio si è pensato che, fosse opportuno misurare la frequenza cardiaca anche DURANTE l’esecuzione stessa, in modo da avere informazioni più precise riguardanti le eventuali differenze tra l’asana e gli altri tipi di esercizi simili dal punto di vista della frequenza cardiaca. Questi in sintesi gli aumenti della FC:
postura yoga: + 5 battiti/minuto (+6,2%)
esercizio Isotonico : + 11 battiti/minuto (+13,2%)
esercizio Isometrico: + 26 battiti/minuto (+31,8%)

RACCOLTA DEI DATI
Lo studio fu condotto su 12 studenti di età compresa tra 26 e 32 anni, l partecipanti al corso per insegnanti di yoga “Teachers Training course in Yoga”. Poiché era difficile misurare il polso durante le pratiche, venne misurata la frequenza cardiaca con l’elettrocardiogramma (EKG). Venne scelta la postura di pascimottana ed altri due tipi di esercizi simili per il confronto. Tutte le prove vennero eseguite al mattino e alla sera a stomaco vuoto. La frequenza cardiaca venne rilevata prima di ogni esecuzione, nella fase di riposo iniziale (Fig. posizione di riposo), e durante ciascuna esecuzione dell’asana o degli esercizi, che si stabilì fossero della durata di 1 minuto ciascuno. Al soggetto venne dato abbastanza tempo tra una pratica e l’altra, affinché si sentisse pronto per quella successiva. Le tecniche utilizzate furono tre.
1) La postura yoga di pascimottana. In una posizione seduta con le gambe distese, al soggetto venne chiesto, di piegarsi in avanti, se possibile, di mantenere la presa alle dita dei piedi con le mani, senza piegare le ginocchia e di lasciar cadere la testa in direzione delle ginocchia. Il tutto veniva eseguito mantenendo la muscolatura rilassata il più possibile. I soggetti in tal modo esperimentarono un leggero allungamento dei muscoli del dorso, dei polpacci, e delle coscie, che gradualmente portò gli stessi muscoli a raggiungere un maggior stato di rilassamento. L’asana venne mantenuta per 1 minuto (Fig. 1).
2) Esercizio Isometrico. Nella stessa posizione seduta venne chiesto al soggetto di afferrare le dita dei piedi con quelle delle mani, di tirare con forza per cercare di far tocare la testa sulle ginocchia e di mantenere lo sforzo per 1 minuto (Fig.2).
3) Esercizio Isotonico. Nella stessa posizione seduta, al soggetto venne chiesto di afferrare i piedi, di far toccare la testa alle ginocchia, di ritornare seduto e di ripetere il tutto una volta ogni 15 secondi, per un totale di 4 esecuzioni nel tempo di un minuto (Fig. 3).
OSSERVAZIONI E CONCLUSIONI
Dalla tabella che raccoglieva e confrontava i dati, si è visto che l’incremento nella frequenza cardiaca di 26 battiti/minuto (+31,8%) durante l’esercizio di tipo isometrico era altamente significativo se paragonato alle altre due condizioni. L’incremento di 11 battiti/minuto (+13,2%) durante l’esercizio isotonico era comunque significativo se paragonato all’incremento di soli 5 battiti/minuto (+6,2%) nella postura yoga di pascimottana, il quale a sua volta non era significativo se paragonato alla frequenza cardiaca della rispettiva condizione di riposo.
Le attività di tipo isometrico creano un aumento della tensione muscolare, un maggior stress sul sistema, e un massimo aumento della frequenza cardiaca.
Le attività di tipo ripetitivo (isotoniche) generano minor stress sul sistema, a motivo del quale l’incremento della frequenza cardiaca risulta essere minore.
Le asanas sono posture che vengono mantenute per un certo lasso di tempo con i muscoli in una condizione di maggior rilassamento possibile. Anche le azioni legate al raggiungimento della postura e alla fase di ritorno vengono eseguite in modo rilassato. Utilizzando questo atteggiamento, l’approccio delle posture crea uno stress minimo sul sistema, e di conseguenza l’aumento della frequenza cardiaca si è visto essere minimo e non significativo.
Benché la forma finale assunta dal corpo sembri essere la stessa in tutte e tre le condizioni, in realtà, diversi tipi di attività muscolare sono presenti durante l’esecuzione isometrica, isotonica e posturale, così come è diverso lo sforzo che il cuore deve sostenere durante le tre condizioni.
BIBLIOGRAFIA
Gore, M.M. and Bhole, M.V. “Influence of Paschimotana and similar type of muscular activity on pulse rate- A preliminary study”. Yoga Mimamsa Vol. XXI: 1&2; 21-30; 1982.
Gore, M.M. and Bhole, M.V. “Heart rate during paschimotana and similar type of isometric and isotonic exercices-A comparison” Yoga Mimamsa Vol. XXI: 1&2; 31-34; 1982.
Bhagwat, J.M. and Bhole, M.V. “Cardiovascular responses to asanas of easy course recomended by Swami Kuvalayananda in different types of practitioners” Abstract, 2nd International conference on ‘Yoga Education and Research’, Kaivalyadhama (Lonavla), India, Jan 1-4, 1988 (In Yoga Mimamsa, Vol. XXVII, No. 1&2, pp. 7-8, 1988).
(Articoli citati tratti da Yoga Mimamsa, traduzione ed elaborazione a cura di G. Goldoni)




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