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Il Mantra abbassa la pressione

Aggiornamento: 21 dic 2025


LA 'YOGA THERAPY' per alcune malattie cardiovascolari come l’ipertensione, è ormai riconosciuta da oltre un decennio anche dalla medicina convenzionale. In Italia un convinto assertore è Luciano Bernardi, associato di medicina interna dell'Università di Pavia-policlinico San Matteo, dove da anni si studiano gli effetti della respirazione yoga sulle malattie cardiovascolari. Il team guidato da Bernardi ha effettuato anche spedizioni sulle vette delle Ande e Himalaya per testare la capacità degli esercizi respiratori in assenza di ossigeno.


Uno studio pubblicato sul Lancet nel lontano '98 dal San Matteo dimostra infatti che chi soffre di scompensi cardiaci migliora le sue possibilità di vita, in caso di attacco, se fa esercizi respiratori e in particolare i 'pranayama' dello yoga. L'ultimo studio pilota che viene dai medici statunitensi Debbie Cohen e Raymond Townsend, finanziato dall’Università di Pensilvania e che sarà presto pubblicato, ha invece messo a confronto due gruppi di pazienti di pressione alta. Al primo gruppo è stata prescritta una sessione quotidiana di yoga, in particolare esercizi di respirazione; al secondo la normale dieta alimentare prevista dalla medicina convenzionale.


Con lo yoga vi è stata una notevole riduzione dell'ipertensione nei pazienti in stadio 'pre-ipertensivo' nonché in quelli nello stadio 1, della sindrome, rispetto al gruppo di controllo.


Al National Heart, Blood and Lung Institute dell’Università della Florida a Gainesville, dal 2005 è iniziato (è ancora in corso) una sperimentazione umana di yoga therapy per l’ischemia miocardica su 150 pazienti, la prima su un campione così vasto. Obiettivo: verificare se la meditazione yoga porta benefici sulle ischemie cardiache determinate da stress mentale. Nel 2000 invece in India si sono messi a confronto 3 gruppi di 33 ipertesi a cui è stata somministrata, rispettivamente, per un periodo di 11 settimane yoga therapy, cura farmacologica e nessuna terapia.


Lo yoga veniva praticato individualmente a casa per sei ore settimanali e prevedeva una combinazione di ananas, pranayama e mantra (esercizi yoga con musica). Alla fine delle 11 settimane, la pressione sanguigna sistolica risultava ridotta di un impressionante 33mm/hg contro i 4mm/hg del gruppo che non aveva svolto alcuna terapia e il 24mm/hg del gruppo a cui erano stati somministrati i tradizionali farmaci anti ipertensione. Lo studio è stato pubblicato sull'Indian Journal of Phisiology. Ma l'uso della yoga therapy per l'ipertensione risale addirittura agli anni '70 quando una prima sperimentazione in Inghilterra su 43 pazienti riscontrò una riduzione dell'ipertensione di 26mm/hg con lo yoga e di solo 9mm/hg con i farmaci tradizionali di allora.



(Materiale Tratto da “Repubblica/Sei di Moda/Benessere” articolo di Silvana Bevione 22/8/2003)

 
 
 

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