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Ricerche scientifiche sullo Yoga Esperienziale

Aggiornamento: 21 dic 2025


Articoli riguardanti lo Yoga Esperienziale sono stati pubblicati sulla rivista Yoga Mimamsa1, il lavoro di ricerca scientifica è stato svolto dal dr. M.V. Bhole, medico fisiologo, e dai suoi colleghi presso il Kaivalyadhama Institute di Lonavla, in India. 



Studiando la bibliografia di Yoga Mimamsa, propongo approfondimenti sui seguenti temi:


  • Riduzione delle tensioni muscolari attraverso le posture

  • Effetti delle posture sulla frequenza cardiaca

  • Rilassamento del diaframma e dei muscoli vertebrali

  • Yoga e scoliosi

  • Sviluppo delle percezioni interne relative ai movimenti respiratori

  • Yoga  e Sclerodermia Sistemica (esperienza Pilota Italiana)


Riduzione delle tensioni muscolari con le posture yoga


Diversi studi dimostrano un calo della tensione muscolare ottenuto attraverso l’approccio delle posture e la consapevolezza dei movimenti respiratori secondo le linee guida dello Yoga esperienziale. 


La pratica delle posture senza sforzo è una condizione essenziale se si vuole raggiungere un un certo grado di rilassamento muscolare (Oak, J.P., & Bhole, M.V. 1987). In alcuni studi viene più volte sottolineato come questo atteggiamento possa modificare il livello di rilassamento muscolare rendendo così possibile il calo del tono muscolare e la manipolazione della postura (Karambelkar, P.V. et al. 1969; Gore, M.M. and Bhole, M.V. 1982).


Prima di riportare altri articoli, vorrei sottolineare alcuni concetti ed aspetti salienti delle ricerche fisiologiche relative all’hatha-yoga e all’attività muscolare.

Se le asanas, o posture yoga, vengono praticate correttamente, si può osservare una significativa riduzione dell’attività muscolare, segno del rilassamento del muscolo, mentre in caso contrario l’attività muscolare aumenta.

Dalla fisiologia, sappiamo che il “tono” è indice di miglior rilassamento muscolare, mentre la “tensione” è indice di una condizione di contrazione continua dei muscoli.


Dagli studi esaminati, emerge che, durante il mantenimento della postura correttamente eseguita, i muscoli rimangono più in una condizione tonica che in una condizione di tensione. Lo stretching passivo caratteristico delle posture yoga, aiuta i muscoli a rilassarsi, grazie all’attività riflessa dei Fusi Neuro-muscolari. Questa differenza viene ulteriormente spiegata dal fatto che se la postura viene praticata correttamente, l’attività predominante è quella del cervelletto, e l’equilibrio posturale è raggiunto ad una nuova lunghezza del muscolo in condizione di riposo. D’altra parte, chi pratica per la prima volta, tende a mantenere la postura attraverso lo sforzo e la volontà, utilizzando così la contrazione di alcuni gruppi muscolari, l’attività predominante in questo caso risulta essere quella della corteccia motoria. (Karambelkar, P.V. et al. 1969; Gopal K.S., 1975).

   

Uno studio riporta un calo di attività per un periodo di 2 minuti nel riflesso tendineo patellare, a seguito della pratica della postura di shavasana (Kochar, H.C., 1976).

Altri studi hanno evidenziato come il lavoro prodotto attraverso un ergometro applicato al dito medio della mano, abbia riportato un significativo calo dopo una pratica di 15 minuti di shavasana rispetto alla condizione di un normale riposo in posizione coricata (Paranjape et al., 1978; 1979). 


Gli  studi appena citati sottolineano il fatto che dopo una pratica di posture yoga si è evidenziata una riduzione dell’attività neuro-muscolare.


Un significativo aumento della coordinazione delle due mani, e un aumento della loro fermezza è stato osservato sia in studenti del corso di yoga che in pazienti di asma bronchiale durante il training di yoga ( Kochar, H.C. 1973-74; Pratap, V., Bhole, M.V 1992).


Alcuni studi hanno evidenziato come durante la pratica delle asanas, vi siano specifici schemi dell’attività dei muscoli respiratori, variazioni di pressione  all’interno del tronco e variazioni nella dominanza dell’apertura di una o l’altra narice (Kuvalayanada 1926; Bhole, M.V. & Karambelkar 1971; Bhole et al. 1968; Gopal, K.S. et al. 1973; Moorthy et al. 1982).


Effetti delle posture sulla frequenza cardiaca


Per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, che sappiamo essere correlato all’attività del tono muscolare, si è notato un calo della frequenza cardiaca, associata ad una riduzione della pressione arteriosa, soprattutto in soggetti ipertesi, e ad un relativo aumento dell’attività nervosa parasimpatica (Gore, M.M. and Bhole, M.V. 1982; Gopal, K.S. et al. 1975; Dostalek, C. 1985; Bhagwat, J.M. and Bhole , M.V. 1988).


E’ stata studiata l’influenza della postura “pascimottana” sulla frequenza  cardiaca, confrontandola con un esercizio isometrico di tipo simile e un esercizio isotonico. La Frequenza cardiaca venne rilevata prima e dopo la pratica. I dati emersi indicano che la postura yoga, o asana, ha la stessa forma finale di altri tipi di esercizi isometrici ed isotonici, ma differisce oltre che per il meccanismo muscolare attivato, anche per l’influenza esercitata sulla frequenza del polso. E’ stato registrato un notevole e massimo aumento di +16% nella situazione dell’esercizio isotonico; un incremento significativo ma moderato di + 9% nell’esercizio isometrico; ed un incremento minimo e non significativo di + 4% durante la postura yoga


Nel successivo studio del 1982 “Frequenza cardiaca durante Pascimottana e durante esercizi isometrici ed isotonici simile - un confronto” la F.C. venne rilevata durante l’esecuzione delle pratiche.

L’incremento nella F.C. di 26 battiti/minuto (+31,8%) durante l’esercizio di tipo isometrico era altamente significativo se paragonato alle altre due condizioni. L’incremento di 11 battiti/minuto (+13,2%) durante l’esercizio isotonico era comunque significativo se paragonato all’incremento di soli 5 battiti/minuto (+6,2%) in pascimottanasana, il quale a sua volta non era significativo se paragonato alla frequenza cardiaca della rispettiva condizione di riposo.


Questo studio suggerisce l’utilità dell’impiego delle asanas in quei settori della riabilitazione e della correzione posturale nei quali, senza creare carico sul cuore, si vuole influenzare il tono e la postura.


Rilassamento del diaframma e dei muscoli vertebrali

   

Gli studi “Esperimenti con Raggi-X su uddiyana e nauli..”  ed “Esperimenti con Raggi-X sul diaframma e sulle costole..” relativi a tecniche di manipolazione della muscolatura respiratoria, hanno evidenziato tramite radiografie la capacità di queste tecniche di rilassare il muscolo diaframmatico e di agire sulla muscolatura perivertebrale mettendo in allungamento i lati della colonna vertebrale (Kuvalayanada, 1928 rieditato 1973).


Questi dati sottolineano la possibile utilità di alcune tecniche di manipolazione respiratoria nella prevenzione e nel trattamento degli squilibri muscolari della colonna vertebrale nonché nella prevenzione del meccanismo di degenerazione del disco vertebrale.


Yoga e Scoliosi


Un gruppo di fisiologi dell’ Istituto di Regolazione Fisiologica dell’Accademia Cecoslovacca delle Scienze di Praga, ha utilizzato le tecniche respiratorie dello yoga esperienziale nel trattamento di patologie scoliotiche della colonna vertebrale. Lo studio “meccanismo di feed-back tramite lo yoga per la correzione della patologia scoliotica della colonna vertebrale e metodo per provocarla” ha documentato attraverso radiografie a Raggi-X evidenti cambiamenti avvenuti nel raddrizzamento della colonna vertebrale. L’articolo è particolarmente interessante in quanto presenta un metodo completamente nuovo sia per la correzione che per la provocazione temporanea ed a livello sperimentale della scoliosi (Dostalek, C. e al. 1991).


Sviluppo delle percezioni relative ai movimento respiratori


Uno studio sugli aspetti sensoriali  dei movimenti respiratori condotto su più di 800 soggetti riguardante la capacità di esperimentare il proprio movimento respiratorio, ha evidenziato come solo il 30% dei soggetti fosse stato capace di tale esperienza nella prima seduta. Nel successivo incontro, dopo l’intervento educativo dell’insegnante, l’85% dei soggetti fu in grado di attivare la consapevolezza del respiro, indice del riattivarsi delle vie nervose legate dei recettori interni, e la percentuale salì al 100% con l’utilizzo l’uso delle mani.

Tale studio può essere visto come un esperimento sul bio-feedback nel quale le mani sono state usate per esperimentare i movimenti del respiro. (Bhole, M.V. 1981).


Come praticare le posture


Alcuni articoli, sottolineano quale sia il modo corretto di eseguire posture o ‘asanas’.

Sono state analizzate e confrontate le interpretazioni dei commentari più diffusi sul mercato rispetto alle tre citazioni sanscrite ”sutras” che descrivono come si dovrebbero praticare le posture yoga.

La modalità di pratica della postura yoga, ‘asana’, indica decisamente che essa è di natura “esperienziale” e riguarda  avvenimenti che accadono all’interno del corpo e della mente dell’individuo (Sharma, B.R., Sreekumaram, T.P., & Bhole, M.V. 1987).


Per quanto riguarda l’atteggiamento interiore da tenere durante la corretta esecuzione della postura, secondo Patanjali, l’abbandono dello sforzo è una condizione essenziale se si vuole raggiungere un un certo grado di rilassamento muscolare (Oak, J.P., & Bhole, M.V. 1987).

In vari studi viene più volte sottolineato come questo atteggiamento possa modificare il livello di rilassamento muscolare rendendo così possibile il calo del tono muscolare e la manipolazione della postura (Karambelkar, P.V. et al. 1969; Gore, M.M. and Bhole, M.V. 1982).


Uno studio ha raccolto e classificato i vari tipi di sensazioni ed esperienze che l’individuo può ricevere durante la pratica dalle varie zone del corpo, e ha evidenziato, utilizzando un linguaggio fisiologico, come tali esperienze siano il naturale risultato della stimolazione di vari organi sensoriali (Oak, J.P., & Bhole, M.V. 1987).


Yoga e Sclerodermia sistemica


Una esperienza pilota nel trattamento della sclerodermia sistemica con l’approccio dello Yoga-Terapia si è tenuta nel 2001 presso il Policlinico di Padova sotto la supervisione del dr. Renzo Marcolongo. L’esperienza pilota è stata condotta da una insegnante di yoga a sua volta paziente di sclerodermia sistemica, che ha trasmesso la propria esperienza yoga  alle altre pazienti. Il miglioramento di diversi sintomi, ma soprattutto l’aumento del calore e della circolazione periferica a livello delle mani, ha aperto un’interessante prospettiva di applicazione dello yoga-terapia a questa malattia, caratterizzata da fibrosi diffusa, alterazioni degenerative ed anomalie vascolari della cute (sclerodermia).


BIBLIOGRFIA


  • Karambelkar, P.V., Bhole, M.V., Gharote, M.L. “Muscle activity in some asanas” Yoga Mimamsa. XXII: No. 1; pp. 1-13; 1969.

  • Bhole, M.V. “Some Physiological considerations about asanas” Yoga Mimamsa Vol. XV: 4; 13-30; 1973.

  • Bhole, M.V. “Some Neuro-Physiological correlates of yogasana” Vol. XIX:1; 53-61; 1977.

  • Bhole, M.V. “Viscero-Emotional training and re-education through yogasanas” Vol. XIX: 2 & 3; 44-51; 1977-78.

  • Gore, M.M. and Bhole, M.V. “Influence of Paschimotana and similar type of muscular activity on pulse rate- A preliminary study”. Yoga Mimamsa Vol. XXI: 1&2; 21-30; 1982.

  • Gore, M.M. and Bhole, M.V. “Heart rate during paschimotana and similar type of isometric and isotonic exercices-Acomparison” Yoga Mimamsa Vol. XXI: 1&2; 31-34; 1982.

  • Kuvalayanada, “Blood pressure experiments on Sarvangasana, Matsyasana”, Yoga Mimamsa Vol. II: No. 1 pp. 13-38, 1926.

  • Kuvalayanada, “Blood pressure experiments on Sirsasana” Yoga Mimamsa Vol. XI No. 2, pp. 96-99, 1926.

  • Bhole, M.V. & Karambelkar, P.V. “Intragastric pressure changes in asanas”. Yoga Mimamsa, Vol. XIII, No. 4, pp. 67-73; 1971.

  • Gopal, K.S. et al.”Effects of yogasanas and pranayamas on blood pressure, pulse rate and some respiratory functions” Indian jour. of Physiology and Pharmacy, 17 (3): 273-276, 1973.

  • Gopal, K.S. et al. “The effect of yogasanas on muscular tone and cardio-respiratory adjustments” Yoga Life, 6 (5): 3-11, 1975.

  • Oak, J.P., & Bhole, M.V. “Feelings and experiences during the practice of Asanas of Easy Course as recommanded by Swami Kuvalayananda” Yoga Mimamsa, Vol. XXVI, No. 1, pp. 14-39, 1987.

  • Sharma, B.R., Sreekumaram, T.P., & Bhole, M.V. “Undestanding Patanjala-Yoga-Sutra on ‘Asana’ from sanskrit commentaries”, Yoga Mimamsa, Vol. XXVI,

  • Kocher, H.C. “Some appraisal of steadiness and two hand coordination as a result of yogic practices”, Yoga Mimamsa, vol. XVI: 3&4; 131-148; 1973-74.

  • Pratap, V., Bhole, M.V. “Effect of yoga treatment on hand steadiness in asthma patients”, Yoga Mimamsa, vol. XXX: 4; 27-31; 1992.

  • Kocher, H.C. “Effect of Shavasana on the exetent of knee jerk - an exploratory study” Yoga Mimamsa, vol. XVIII: 3&4; 40-47; 1976.

  • Paranjape, S.D. and Bhole M.V. “Resting neuro-muscular activity as influenced by long term yogic training - A study based on Finger Ergography” Yoga Mimamsa, vol. XIX: 4; 18-26; 1979.

  • Bhagwat, J.M. and Bhole, M.V. “Cardiovascular responses to asanas of easy course recomended by Swami Kuvalayananda in different types of practitioners” Abstract, 2nd International conference on ‘Yoga Education and Research’, Kaivalyadhama (Lonavla), India, Jan 1-4, 1988 (In Yoga Mimamsa, Vol. XXVII, No. 1&2, pp. 7-8, 1988).

  • Swami Kuvalayanada “X-Ray experiments on uddiyana and nauli in relation to the position of the colon contents” Yoga Mimamsa,Vol XVI, No. 1&2; pp. 7-16, 1973. Vol XVI, No. 1&2; pp. 67-76, 1973. Vol. XVI, No. 3&4; pp. 168-189, 1973. Vol. XVI, No. 3&4; pp. 250-254, 1973.

  • Swami Kuvalayanada “X-Ray experiments on diaphragm and ribes” Yoga Mimamsa, Vol. III, No. 1; pp. 18-37, 1928. Vol. III, No. 2; pp. 87-114, 1928. Vol. III, No. 3&4; pp. 169-209, 1928.

  • Svobodova, J., Drechslerova, J., & Dostalek, C. “Yogic feed-back for correction of scoliotic disorders of the spine and the way of their provocation” Yoga Mimamsa,Vol. XXX, No. 2&3, pp. 48-57, October 1991.


NOTE:

1 Yoga Mimamsa, propone articoli di ricerca scientifica, articoli di tipo semi-scientifico ed articoli di divulgazione popolare. Le tre differenti tipologie di articoli si rivolgono a persone con diversi interessi e livelli di di conoscenza della materia: dalle semplici informazioni all’approfondimento sia scientifico che della letteratura sanscrita che è alla base dei testi tradizionali dello yoga. (“Abstracts and bibliography of articles on Yoga from Kaivalyadhama” “up to Dec 1984” by Dr M.V. Bhole  and “from Jan 1985 to Dec 1998” by Swami Maheshananda,  Dr. T.K. Bera)


(G.Goldoni)

 
 
 

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